Aiutiamo il piccolo Jack a vincere la sua battaglia

jack 1

La Gazzetta della Martesana del 12/11/2012

Ha una tetraparesi spastica distonica conseguenza di un parto traumatico. Per 18 lunghissimi minuti al piccolo Giacomo Rocchi non è arrivato l’ossigeno al cervello.

Una vicenda di cui presto si occuperanno i Tribunali, perchè il suo papà Paolo Rocchi e la sua mamma Maria Bellini hanno intenzione di portare l’ospedale San Gerardo davanti a un giudice. Ma questa è un’altra storia, che lasciamo agli avvocati.

Quello che conta e’ il presente, e’ lui, Giacomo, che per tutti ormai e’ diventato “Jack”. Due occhi azzurri incredibili e un sorriso bellissimo.

A casa lo chiamano il guerriero. Perche’ piu’ volte lo hanno dato per spacciato e lui ha vinto, sempre. Come quando i medici hanno detto che sarebbe stato sempre attaccato alle macchine e che per respirare sarebbe stata necessaria una tracheotomia, o quando i dottori, sempre loro, hanno sentenziato che non si sarebbe mai alimentato in modo “normale”. E, invece, lui oggi ha quasi 3 anni, dorme beato accanto alla sua mamma e mangia, come tutti i bambini.

Ma per vincere la guerra, per poter sperare in un futuro migliore, Jack ha bisogno di tutti. Perchè bisogna lavorare oggi pensando al domani, a quando, all’eta’ di 6 anni, si potra’ realizzare il sogno americano. Per questo motivo e’ nata l’associazione “Jack gli occhi della speranza”, che ha come presidente Pietro Bellini e come vicepresidente Cristina Cavalli.

E’ gia’ stato attivato il profilo Facebook ( www.facebook.com/JackGliOcchiDellaSperanza) e si stanno studiando diverse iniziative, come un mercatino di Natale per farsi conoscere e per raccogliere fondi ( sono  gia’ stati programmati due eventi il 22 novembre e il 2 dicembre).

Perche’ le terapie sono costosissime e, soprattutto, l’obiettivo finale e’ portare il piccolo Jack negli Stati Uniti per essere sottoposto a una cura particolare a base di cellule staminali e dove sono all’avanguardia nel trattamento dei disturbi cognitivi. Ma quando sara’ il momento, all’eta’ di 6 anni, il bimbo dovra’ essere “pronto”, idoneo.

Per questo bisogna lavorare oggi, ogni giorno, ogni minuto. Servono una logopedista a tempo pieno e la possbilita’ di frequentare la clinica Adeli, il complesso di riabilitazione per problemi cerebrali con il programma piu’ intensivo e individuale d’Europa, che pratica la riabilitazione attraverso una tuta spaziale. La sede e’ in Slovacchia ma si puo’ prenotare un ciclo anche in Italia a Desenzano.